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da Vaticannews.va:


Rito ambrosiano

Da Evangelizo.org:

Lu 10 Ago : Libro di Isaia 43,1-6.
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Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: "Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare; poiché io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore.

Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere, perché io sono con te; dall'oriente farò venire la tua stirpe, dall'occidente io ti radunerò. Dirò al settentrione: Restituisci, e al mezzogiorno: Non trattenere; fà tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall'estremità della terra,

Lu 10 Ago : Salmi 17(16),1abc.2a.3ab.5.8b-9a.15.
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Preghiera.

Di Davide.

Accogli, Signore, la causa del giusto, sii attento al mio grido.

Porgi l'orecchio alla mia preghiera: sulle mie labbra non c'è inganno. Preghiera.

Di Davide.

Accogli, Signore, la causa del giusto, sii attento al mio grido.

Porgi l'orecchio alla mia preghiera: sulle mie labbra non c'è inganno. Preghiera.

Di Davide.

Accogli, Signore, la causa del giusto, sii attento al mio grido.

Porgi l'orecchio alla mia preghiera: sulle mie labbra non c'è inganno. Venga da te la mia sentenza, i tuoi occhi vedano la giustizia. Saggia il mio cuore, scrutalo di notte, provami al fuoco, non troverai malizia.

La mia bocca non si è resa colpevole, Saggia il mio cuore, scrutalo di notte, provami al fuoco, non troverai malizia.

La mia bocca non si è resa colpevole, Sulle tue vie tieni saldi i miei passi e i miei piedi non vacilleranno. Custodiscimi come pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali, di fronte agli empi che mi opprimono, ai nemici che mi accerchiano. Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua presenza.

Lu 10 Ago : Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 9,6b-9.
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Tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene, come sta scritto: ha largheggiato, ha dato ai poveri; la sua giustizia dura in eterno.

Lu 10 Ago : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,24-33.
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In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo.

Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome».

Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!». La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono.

Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me». Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.

Lu 10 Ago : San Cirillo d'Alessandria
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Cristo fu la primizia della nuova creazione...

Infatti risuscitò sgominando la morte; anzi ascese al Padre, come dono offerto quale primizia dell'umana natura, rinnovata nell'incorruttibilità...

Si potrebbe anche considerare come un mazzo di fili di grano come quelli che il Signore chiedeva a Israele di offrirgli nel Tempio (Lv 23,9).

Il genere umano può essere paragonato al grano nel campo: nascendo dalla terra, in attesa della sua conveniente crescita, è strappato via via dalla morte lungo il corso del tempo.

Così disse Cristo stesso ai suoi discepoli: «Non dite voi: ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.

E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna» (Gv 4,35-36).

Cristo, nascendo dalla santa Vergine, è sorto in mezzo a noi come una spiga di frumento.

Egli stesso anzi, si definisce come un grano di frumento: «In verità vi Dio: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto».

Perciò egli si è fatto davanti al Padre come qualcosa di consacrato e immolato per noi, simile a un mazzo di spighe, primizia della terra.

Un'unica spiga, ma considerata non sola bensì unita a tutti noi che, come un mazzo formato da molte spighe, siamo un solo fascio. Cristo Gesù infatti è uno solo, ma può essere considerato, ed è realmente, come un mazzo compatto di spighe, in quanto contiene in sé tutti i credenti, in una mirabile unità spirituale; altrimenti perché il beato Paolo avrebbe scritto: «Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli» (Ef 2,6)? Essendo egli uno di noi, siamo diventati concorporei con lui e mediante la sua carne abbiamo ottenuto l'unione con lui.

Per questo, egli stesso in un altro punto rivolge a Dio Padre queste parole: «Come tu Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola» (Gv 17,21).

Il Signore è dunque la primizia dell'umanità destinata ad essere riportata nel granaio del cielo.

Da 9 Ago : Primo libro dei Re 19,8b-16.18ab.
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Si alzò, mangiò e bevve.

Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb. Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco il Signore gli disse: "Che fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti.

Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita". Gli fu detto: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore".

Ecco, il Signore passò.

Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.

Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.

Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna.

Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: "Che fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti.

Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita". Il Signore gli disse: "Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Hazaèl come re di Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e ungerai Eliseo figlio di Safàt, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto. Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l'hanno baciato con la bocca. Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l'hanno baciato con la bocca.

Da 9 Ago : Salmi 18(17),3.33-34.37.44c-45a.47.
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Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza. Il Dio che mi ha cinto di vigore e ha reso integro il mio cammino; mi ha dato agilità come di cerve, sulle alture mi ha fatto stare saldo; Hai spianato la via ai miei passi, i miei piedi non hanno vacillato. Mi hai scampato dal popolo in rivolta, mi hai posto a capo delle nazioni.

Un popolo che non conoscevo mi ha servito; all'udirmi, subito mi obbedivano, stranieri cercavano il mio favore, Viva il Signore e benedetta la mia rupe, sia esaltato il Dio della mia salvezza.

Da 9 Ago : Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 12,2-10b.
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Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa - se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest'uomo - se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorchè delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi solo la verità; ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me. Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza".

Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.

Da 9 Ago : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,16-20.
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Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Da 9 Ago : Santa Caterina da Siena
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Santissimo e reverendissimo Padre in Cristo, il dolce Gesù, la vostra indegna e misera figlia Caterina si raccomanda a voi nel suo prezioso sangue, col desiderio di vedere il vostro cuore fermo e incrollabile nella vera e perfetta pazienza, considerando che un cuore debole, mutevole e senza pazienza, non potrà mai riuscire a compiere le grandi opere di Dio.

(...) Più pesante è il vostro fardello, più forte deve essere il vostro cuore, coraggioso e senza paura per le cose che possono accadere a voi.

Sapete bene, santissimo Padre, che prendendo la Chiesa come sposa, vi siete impegnato a soffrire per essa i venti contrari, le pene, le tribolazioni che vi attaccheranno per lei.

Bene, allora andate, da uomo coraggioso, di fronte a queste tempeste, con forza, pazienza e perseveranza; che il dolore non vi faccia mai guardare indietro per sorpresa e per paura; ma perseverate e rallegratevi in mezzo ai pericoli e alle battaglie, perché il vostro cuore si rallegri nel vedere l’opera di Dio compiuta in mezzo agli ostacoli che si sono presentati e che si presenteranno. È sempre così; la persecuzione della Chiesa, o le tribolazioni dell'anima virtuosa, finiscono sempre con la pace, che meritano la vera pazienza e la perseveranza, a cui è riservata la corona della gloria.

Questo è il rimedio, ed è per questo che vi ho detto, santissimo Padre, che desideravo vedervi un cuore fermo e incrollabile, protetto da una vera e santa pazienza.

Sa 8 Ago : Libro del Deuteronomio 4,9-20.
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Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita.

Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli. Ricordati del giorno in cui sei comparso davanti al Signore tuo Dio sull'Oreb, quando il Signore mi disse: Radunami il popolo e io farò loro udire le mie parole, perché imparino a temermi finché vivranno sulla terra, e le insegnino ai loro figli. Voi vi avvicinaste e vi fermaste ai piedi del monte; il monte ardeva nelle fiamme che si innalzavano in mezzo al cielo; vi erano tenebre, nuvole e oscurità. Il Signore vi parlò dal fuoco; voi udivate il suono delle parole ma non vedevate alcuna figura; vi era soltanto una voce. Egli vi annunciò la sua alleanza, che vi comandò di osservare, cioè i dieci comandamenti, e li scrisse su due tavole di pietra. A me in quel tempo il Signore ordinò di insegnarvi leggi e norme, perché voi le metteste in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso. Poiché dunque non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull'Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perché non vi corrompiate e non vi facciate l'immagine scolpita di qualche idolo, la figura di maschio o femmina, la figura di qualunque animale, la figura di un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto la terra; perché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l'esercito del cielo, tu non sia trascinato a prostrarti davanti a quelle cose e a servirle; cose che il Signore tuo Dio ha abbandonato in sorte a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli. Voi invece, il Signore vi ha presi, vi ha fatti uscire dal crogiuolo di ferro, dall'Egitto, perché foste un popolo che gli appartenesse, come oggi difatti siete.

Sa 8 Ago : Salmi 99(98),5-9.
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Esaltate il Signore nostro Dio, prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo. Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti, Samuele tra quanti invocano il suo nome: invocavano il Signore ed egli rispondeva. Parlava loro da una colonna di nubi: obbedivano ai suoi comandi e alla legge che aveva loro dato. Signore, Dio nostro, tu li esaudivi, eri per loro un Dio paziente, pur castigando i loro peccati. Esaltate il Signore nostro Dio, prostratevi davanti al suo monte santo, perché santo è il Signore, nostro Dio.

Sa 8 Ago : Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 1,21-23.
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E anche voi, che un tempo eravate stranieri e nemici con la mente intenta alle opere cattive che facevate, ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto: purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo e di cui io, Paolo, sono diventato ministro.

Sa 8 Ago : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 13,23-30.
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Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici.

Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete.

Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi».

Sa 8 Ago : Sant'Ireneo di Lione
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Resta per sempre la promessa fatta una volta da Dio ad Abramo.

Gli aveva detto infatti: "Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l'oriente e l'occidente.

Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre" (Gen 13,14-15)...

Eppure Abramo non ha ricevuto quaggiù alcuna eredità, "neppure quanto l'orma di un piede", è sempre stato "forestieroe di passaggio" (At 7,3; Gen 23,24)...

Se Dio gli ha promesso la terra e Abramo non l'ha ricevuta quaggiù, bisogna che la riceva con la posterità, cioè con coloro che temono Dio e credono in lui, al momento della resurrezione dei giusti. Ora la sua posterità è la Chiesa, che per mezzo del Signore riceve la filiazione adottiva riguardo ad Abramo, come dice Giovanni Battista: "Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre" (Mt 3,9).

Anche l'apostolo Paolo dice nella sua epistola ai Galati: "Ora voi, fratelli, siete figli della promessa, alla maniera di Isacco" (Ga 4,28).E nella stessa epistola dice chiaramente che coloro che hanno creduto a Cristo ricevono, per mezzo di Cristo, la promessa fatta ad Abramo: " Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furon fatte le promesse.

Non dice la Scrittura: "e ai tuoi discendenti", come se si trattasse di molti, ma e alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo" (3,16).

E per confermare tutto ciò, dice ancora: "Fu così che Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia. Sappiate dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede.

E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunziò ad Abramo questo lieto annunzio: In te saranno benedette tutte le genti" (3,6-8)...

Se dunque né Abramo né la sua discendenza, cioè coloro che sono giustificati per la fede, ricevono l'eredità ora sulla terra, la riceveranno alla resurrezione dei giusti, poiché Dio è veritiero e fedele in ogni cosa.

Per questo il Signore diceva: "Beati i miti perché erediteranno la terra" (Mt 5,5).


Rito romano

Da Evangelizo.org:

Lu 10 Ago : Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 9,6-10.
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Fratelli, tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene, come sta scritto: ha largheggiato, ha dato ai poveri; la sua giustizia dura in eterno. Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.

Lu 10 Ago : Salmi 112(111),1-2.5-6.8-9.
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Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà benedetta. Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno: il giusto sarà sempre ricordato. Non temerà annunzio di sventura, saldo è il suo cuore, confida nel Signore, Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua potenza s'innalza nella gloria.

Lu 10 Ago : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,24-26.
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo.

Se uno mi serve, il Padre lo onorerà."

Lu 10 Ago : San Cirillo d'Alessandria
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Cristo fu la primizia della nuova creazione...

Infatti risuscitò sgominando la morte; anzi ascese al Padre, come dono offerto quale primizia dell'umana natura, rinnovata nell'incorruttibilità...

Si potrebbe anche considerare come un mazzo di fili di grano come quelli che il Signore chiedeva a Israele di offrirgli nel Tempio (Lv 23,9).

Il genere umano può essere paragonato al grano nel campo: nascendo dalla terra, in attesa della sua conveniente crescita, è strappato via via dalla morte lungo il corso del tempo.

Così disse Cristo stesso ai suoi discepoli: «Non dite voi: ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.

E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna» (Gv 4,35-36).

Cristo, nascendo dalla santa Vergine, è sorto in mezzo a noi come una spiga di frumento.

Egli stesso anzi, si definisce come un grano di frumento: «In verità vi Dio: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto».

Perciò egli si è fatto davanti al Padre come qualcosa di consacrato e immolato per noi, simile a un mazzo di spighe, primizia della terra.

Un'unica spiga, ma considerata non sola bensì unita a tutti noi che, come un mazzo formato da molte spighe, siamo un solo fascio. Cristo Gesù infatti è uno solo, ma può essere considerato, ed è realmente, come un mazzo compatto di spighe, in quanto contiene in sé tutti i credenti, in una mirabile unità spirituale; altrimenti perché il beato Paolo avrebbe scritto: «Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli» (Ef 2,6)? Essendo egli uno di noi, siamo diventati concorporei con lui e mediante la sua carne abbiamo ottenuto l'unione con lui.

Per questo, egli stesso in un altro punto rivolge a Dio Padre queste parole: «Come tu Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola» (Gv 17,21).

Il Signore è dunque la primizia dell'umanità destinata ad essere riportata nel granaio del cielo.

Da 9 Ago : Primo libro dei Re 19,9a.11-13a.
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In quei giorni, giunto Elia al monte di Dio, l'Oreb, entrò in una caverna. Ed ecco gli fu rivolta la parola del Signore: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore".

Ecco, il Signore passò.

Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.

Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.

Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna.

Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: "Che fai qui, Elia?".

Da 9 Ago : Salmi 85(84),9ab-10.11-12.13-14.
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Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra. Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo. Quando il Signore elargirà il suo bene, la nostra terra darà il suo frutto. Davanti a lui camminerà la giustizia e sulla via dei suoi passi la salvezza.

Da 9 Ago : Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 9,1-5.
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Dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e possiedono l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli.

Amen.

Da 9 Ago : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 14,22-33.
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[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare.

Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava gia qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E' un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!».

Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».

Da 9 Ago : Pio XII
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La nostra speranza, come pure la nostra fede, che ne è la sostanza e certezza, è ancorata al cielo, e lì rimane salda; ma qui in terra sostiene e orienta la nostra vita.

Se, nel nome di Cristo e della sua Croce, in cielo le schiere degli angeli (...) cantano davanti al trono di Dio: "Gloria, onore, salvezza e benedizione", quaggiù la Chiesa dei fedeli ancora pellegrini ripone tutta la sua speranza nella Croce.

"O Croce, unica nostra speranza!"(Inno della Passione) L'oceano dell'umanità si agita, i popoli come onde si sollevano e si scontrano sotto la pressione dei venti delle passioni sociali e politiche, i lidi e le spiagge della pace sono battuti e scossi dai flutti in tempesta.

(...) Chi comanderà ai venti e alle tempeste? Chi saprà ridurre al silenzio il loro furore ? (…) Non temete, fratelli.

Sulle onde e sulle tempeste cammina all'ombra dei tabernacoli il Signore del cielo e della terra; no, non passerà indifferente oltre la nostra barca agitata; verrà a noi e ci dirà: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!" (Mt 14,27).

Non ci ha forse promesso di rimanere con noi fino alla fine dei tempi? Non crediamo in lui? Forse non lo conosciamo? Ah, che non abbia a dire di noi, dopo tanto tempo passato con noi: "Da tanto tempo sono con voi e ancora non mi conoscete? (Gv 14, 9) Noi siamo persi in mezzo alla tempesta che agita l'oceano della società e dei popoli, ma nella Croce di Cristo, che rimane in piedi in mezzo alle agitazioni del mondo, risiedono la nostra fiducia e le nostre speranze.

E' l'ancora che, nelle onde scatenate, dà la sicurezza alla barca della Chiesa e della nostra anima, che tende al porto dei beni supremi e invisibili; è l'ancora saldamente fissata in Dio e nelle sue promesse infallibili.

Sa 8 Ago : Libro di Abacuc 1,12-17.2,1-4.
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Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo, Signore.

Tu lo hai scelto per far giustizia, l'hai reso forte, o Roccia, per castigare. Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l'iniquità, perchè, vedendo i malvagi, taci mentre l'empio ingoia il giusto? Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come un verme che non ha padrone. Egli li prende tutti all'amo, li tira su con il giacchio, li raccoglie nella rete, e contento ne gode. Perciò offre sacrifici alla sua rete e brucia incenso al suo giacchio, perchè fanno grassa la sua parte e succulente le sue vivande. Continuerà dunque a vuotare il giacchio e a massacrare le genti senza pietà? Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti. Il Signore rispose e mi disse: "Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perchè la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perchè certo verrà e non tarderà". Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede.

Sa 8 Ago : Salmi 9(9A),8-9.10-11.12-13.
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Ma il Signore sta assiso in eterno; erige per il giudizio il suo trono: giudicherà il mondo con giustizia, con rettitudine deciderà le cause dei popoli. Il Signore sarà un riparo per l'oppresso, in tempo di angoscia un rifugio sicuro. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, perché non abbandoni chi ti cerca, Signore. Cantate inni al Signore, che abita in Sion, narrate tra i popoli le sue opere. Vindice del sangue, egli ricorda, non dimentica il grido degli afflitti.

Sa 8 Ago : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 17,14-20.
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In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che, gettatosi in ginocchio, gli disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio.

Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua; l'ho gia portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui». E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede.

In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile».

Sa 8 Ago : San Cirillo di Gerusalemme
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Si tratti di studiare la fede o di professarla, prendi e ritieni solo quella trasmessa oggi dalla Chiesa, cioè quella che si basa su tutta la Scrittura.

Non tutti possono leggere le Scritture; alcuni a causa dell'ignoranza, altri perché le loro occupazioni li allontanano dalla conoscenza.

Affinché l'ignoranza non conduca alla morte dell'anima, sintetizziamo in questi pochi versi del Credo tutto l'insegnamento della fede... Conserva nella tua memoria la fede di cui hai appena sentito il testo! E al momento opportuno, accogli anche la testimonianza delle Sacre Scritture.

Infatti, non è il capriccio di uomini che ha composto questo riassunto della fede; sono stati scelti i punti più importanti, in tutta la Scrittura, per ricapitolare la fede nel suo insieme.

E come il seme di senape racchiude in un granello tanti rami (Mt 13,32), così il simbolo della fede contiene in poche parole tutta la sapienza della devozione racchiusa nell'Antico e Nuovo Testamento. Fate attenzione dunque, fratelli, conservate l'insegnamento che ora vi è trasmesso, e scrivetelo "sulle tavole di carne dei vostri cuori" (2Cor 3,3)...

Come afferma l'apostolo Paolo: "Al cospetto di Dio che dà vita a tutte le cose e di Gesù Cristo che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti scongiuro di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo" (1Tim 6,13ss).


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