Poiché dunque Cristo soffrì nella carne, anche voi armatevi degli stessi sentimenti; chi ha sofferto nel suo corpo ha rotto definitivamente col peccato, per non servire più alle passioni umane ma alla volontà di Dio, nel tempo che gli rimane in questa vita mortale. Basta col tempo trascorso nel soddisfare le passioni del paganesimo, vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle crapule, nei bagordi, nelle ubriachezze e nel culto illecito degli idoli. Per questo trovano strano che voi non corriate insieme con loro verso questo torrente di perdizione e vi oltraggiano. Ma renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti; infatti è stata annunziata la buona novella anche ai morti, perché pur avendo subìto, perdendo la vita del corpo, la condanna comune a tutti gli uomini, vivano secondo Dio nello spirito. La fine di tutte le cose è vicina.
Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli.
Amen!
Per poco non inciampavano i miei piedi, per un nulla vacillavano i miei passi, perché ho invidiato i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi. Quando si agitava il mio cuore e nell'intimo mi tormentavo, io ero stolto e non capivo, davanti a te stavo come una bestia. Ma io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella tua gloria.
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti».
E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo.
Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?».
E gli disse: «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!».
“Mentre essi andavano, furono sanati”.
Ascoltino ciò i peccatori e ne penetrino diligentemente il significato.
È facile per il Signore rimettere i peccati.
Spesso infatti vengono perdonate le colpe al peccatore prima che egli giunga dal sacerdote.
Infatti, quando uno si pente, nello stesso istante è guarito.
In qualunque momento il peccatore si converte, passa dalla morte alla vita...
Però consideri bene come si debba convertire.
Ascolta ciò che dice il Signore: “Ritornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuno, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti” (Gl 2, 12).
Chi si converte si converta dunque nel profondo del cuore.
“Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce”.
In lui sono rappresentati tutti coloro che, dopo essere stati purificati dall'acqua del battesimo o guariti per mezzo della penitenza, ormai non seguono più il demonio, ma si sforzano di conformarsi al Cristo, lo seguono, lo glorificano, lo adorano, lo ringraziano e restano al suo servizio.
“E gli disse Gesù: Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato”.
È grande dunque la potenza della fede, senza la quale come dice l'apostolo, “è impossibile essergli graditi” (Eb 11, 6).
“Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia” (Rm 4,3).
La fede dunque salva, la fede giustifica, la fede guarisce l'uomo nell'anima e nel corpo.
Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione; essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua. Figura, questa, del battesimo, che ora salva voi; esso non è rimozione di sporcizia del corpo, ma invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo, il quale è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.
Vedi, Dio, nostro scudo, guarda il volto del tuo consacrato. Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove, stare sulla soglia della casa del mio Dio è meglio che abitare nelle tende degli empi. Poiché sole e scudo è il Signore Dio; il Signore concede grazia e gloria, non rifiuta il bene a chi cammina con rettitudine. Signore degli eserciti, beato l'uomo che in te confida.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu? Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili.
Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».
Fratelli miei, padri e figli, ancora una volta compio il dovere di richiamare la catechesi.
(...) Chi è zelante nei suoi compiti e accurato nel servizio affidatogli, ancor più si mostri lavoratore scrupoloso (cf 2Tm 2,15), come se servisse Dio e non gli uomini, prenda su di sé i compiti più gravosi, si rallegri di vegliare sul prossimo, sapendo che gli sarà riservata una grande ricompensa nei cieli; (...) qualunque sia il compito, grande o piccolo, che abbiamo intrapreso, perseveriamo con coraggio, in una corsa incessante e col desiderio continuo dei beni eterni, sopportiamo tutto con buon umore, compiamo tutto sotto ispirazione di Dio, perdonandoci vicendevolmente (cf Ef 4,32; Col 3,13), pieni di tenerezza gli uni per gli altri, fino a voler dare la vita (cf 1Tes 2,8) per il fratello, in spirito e nella carne. E se l'Unigenito Figlio di Dio vi invita e persuade [ad essere] così, lui che in obbedienza al Padre si è annientato fino ad un grado infinito di abbassamento, al punto di diventare da maestro schiavo, da conoscere la morte e la morte di croce (cf Fil 2,8), gioia per me, peccatore e disperato, felicità infinita e indicibile! Gioia anche per voi che compite i suoi comandamenti e soddisfazione indescrivibile! Non solo quaggiù ricevete brillanti elogi da chi è testimone di quanto fate, vincete sul nemico e resistete alle sue suggestioni e insidie, ma anche nel mondo futuro danzerete alla presenza della gloria di Cristo Dio e sarete contati nel numero dei cori angelici e delle assemblee dei santi, "là dove è la dimora di coloro che sono nella felicità" (Sal 87, 7 LXX), come dice il Salmo, venerabilissimi fratelli.
Questa è la nostra chiamata!
Ma unica è la mia colomba la mia perfetta, ella è l'unica di sua madre, la preferita della sua genitrice.
L'hanno vista le giovani e l'hanno detta beata, le regine e le altre spose ne hanno intessuto le lodi. "Chi è costei che sorge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere a vessilli spiegati?". Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti. Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi è più dolce del favo di miele. Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete.
Le sue fondamenta sono sui monti santi; il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe. Di te si dicono cose stupende, città di Dio. Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono; ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: tutti là sono nati. Si dirà di Sion: "L'uno e l'altro è nato in essa e l'Altissimo la tiene salda". Il Signore scriverà nel libro dei popoli: "Là costui è nato". E danzando canteranno: "Sono in te tutte le mie sorgenti".
Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace. Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero. Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.
Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
O Vergine, o Diadema e Manto purpureo del Re, Fontana Sigillata, Fiore che cresce e sboccia Così diversamente da Adamo, il padre degli uomini. Salvatrice del genere umano, Tu che hai dato alla luce la nuova Luce, Riunisci anche i membri di tuo Figlio in una celeste armonia. O Gloriosa Madre della Santa Medicina, Per mezzo del tuo Figlio immacolato, hai addolcito le amare ferite della morte Che Eva ha generato per tormentare le anime. Hai annientato la morte e hai edificato la casa della vita.
Intercedi per noi presso tuo Figlio, Stella del Mare! O Mediatrice, Dispensatrice di Vita, Gioiello delle nostre celebrazioni, Tu sei la più preziosa delle gioie che non avranno mai fine. Prega per noi, dolce Vergine Maria.
Fratelli, la scienza gonfia, mentre la carità edifica.
Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto. Quanto dunque al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo e che non c'è che un Dio solo. E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dei sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci sono molti dei e molti signori, per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui. Ma non tutti hanno questa scienza; alcuni, per la consuetudine avuta fino al presente con gli idoli, mangiano le carni come se fossero davvero immolate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com'è, resta contaminata. Ed ecco, per la tua scienza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.
Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie. Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; meravigliose sono le tue opere, Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, provami e conosci i miei pensieri: vedi se percorro una via di menzogna e guidami sulla via della vita.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio ».
Carissimo Padre in Cristo, il dolce Gesù, io, Caterina, schiava dei servi di Gesù Cristo, vi scrivo nel suo prezioso sangue, con il desiderio di vedervi fondato nella vera e perfetta carità.
(...) Questo è uno dei segni particolari che mostrano se l'anima è nella carità o meno.
Non disprezza nessuno, ma sopporta con pazienza i difetti degli altri; non si irrita, ma è piena di dolcezza; non rende l’uomo ingiusto, ma giusto, facendogli restituire a ciascuno ciò che gli è dovuto, che obbedisca o che comandi.
Egli rende gloria a Dio e loda il suo nome; ha per lui l’odio e l’orrore del peccato, e per il prossimo l’amore e la benevolenza.
Se è potente e deve esercitare la giustizia, ascolta il grande come il piccolo, il povero come il ricco.
Non macchia la sua coscienza cedendo alle lusinghe, alle minacce, al piacere o al dispiacere; ma tiene l’equilibrio diritto, restituendo a ciascuno ciò che vuole la giustizia.
Serve con zelo il prossimo, mostrando verso di lui l’amore che ha per Dio: non può servire Dio, ma si applica a rendere servizio a ciò che Dio ama tanto, alla creatura ragionevole, che gli è data come intermediario. Quanto è dolce la carità, questa tenera madre! Essa è senza amarezza e dà sempre gioia al cuore di colui che la possiede.
Fratelli, quanto alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. Penso dunque che sia bene per l'uomo, a causa della presente necessità, di rimanere così. Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti.
Sei sciolto da donna? Non andare a cercarla. Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato.
Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne, e io vorrei risparmiarvele. Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza.
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. La figlia del re è tutta splendore, gemme e tessuto d'oro è il suo vestito. È presentata al re in preziosi ricami; con lei le vergini compagne a te sono condotte. Guidate in gioia ed esultanza entrano insieme nel palazzo del re. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai capi di tutta la terra.
In quel tempo, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete gia la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.»
"Beati i poveri in spirito, che non solo rifiutano i beni materiali, il che è il primo grado, ma salgono ben più in alto e svuotano completamente la loro anima da ogni attaccamento, ogni gusto, ogni desiderio, ogni ricerca che non abbia Me come fine… Questa povertà di spirito crea il vuoto completo nell’anima, svuotandola dell’amore per le cose materiali, dell’amore per il prossimo e dell’amor proprio, scacciando da essa tutto, tutto e lasciando solo uno spazio interamente vuoto che Io occupo interamente… Io, allora, restituisco loro divinizzato quell’amore per le creature materiali che hanno scacciato dalla loro anima per darmi tutto lo spazio… Hanno scacciato dalla loro anima questi amori; solo Io occupo la loro anima vuota di tutto e piena di Me; ma in Me, in vista di Me, ricominceranno ad amare tutte queste cose, non più per loro, né per esse, ma per Me: questa sarà la carità ordinata.
Ameranno tutte le creature per Me (…).
Beati coloro che saranno così poveri di spirito, così vuoti di tutto, così pieni di Me!... "Beati coloro che hanno fame! Coloro che hanno fame di giustizia, del regno di giustizia sulla terra, del Mio regno sulla terra, della Mia gloria; fame di vedermi glorificato da tutte le anime; fame di vedere la Mia volontà perfettamente compiuta da tutti gli esseri!… Abbiate sempre questa grande fame di giustizia, di vedere la giustizia perfettamente compiuta, sia da voi stessi che da tutti gli uomini; la fame di vedere la volontà di Dio perfettamente fatta da voi e da tutti gli uomini; la fame della vostra perfetta santificazione e della perfetta santità in tutti gli uomini… È questa fame che preme sul Mio Cuore!… Abbiatela sempre di più, non per voi stessi, né per amore degli uomini, ma per amore di Dio, per amore di Dio… Beati voi allora ! Perché sarete perfettamente uniti al Mio Cuore!…"
Così dice il Signore: «E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio.
Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra e tale sarà la pace».
Nella tua misericordia ho confidato. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore, che mi ha beneficato.
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele", che significa Dio-con-noi.
O Vergine, o Diadema e Manto purpureo del Re, Fontana Sigillata, Fiore che cresce e sboccia Così diversamente da Adamo, il padre degli uomini. Salvatrice del genere umano, Tu che hai dato alla luce la nuova Luce, Riunisci anche i membri di tuo Figlio in una celeste armonia. O Gloriosa Madre della Santa Medicina, Per mezzo del tuo Figlio immacolato, hai addolcito le amare ferite della morte Che Eva ha generato per tormentare le anime. Hai annientato la morte e hai edificato la casa della vita.
Intercedi per noi presso tuo Figlio, Stella del Mare! O Mediatrice, Dispensatrice di Vita, Gioiello delle nostre celebrazioni, Tu sei la più preziosa delle gioie che non avranno mai fine. Prega per noi, dolce Vergine Maria.